
E così è terminata anche l'ultima edizione nataleccistica. Un'edizione davvero significativa sotto molti aspetti. Un'edizione che è riuscita finalmente a far decollare in maniera impressionante questa nostra tradizione millenaria, dove il nostro Gorfigliano è stato investito come un ciclone da numerosissimi visitatori. Non c'è dubbio, questo passo da gigante verso una pubblicizzazione della nostra tradizione trova un suo perché in un video, girato, musicato, commentato con maestria da Andrea Canini e Edoardo Paladini, che noi tutti gorfiglianesi abbiamo fatto girare in maniera virale su ogni sorta di social network, su questo giornale, su You Tube e così via. Così come una stupenda canzone scritta e musicata da Skianto MC. I nostri ripetuti articoli, ma sopratutto la passione, il sudore, l'amore dei nostri paesani natalecciai. E' sì, perché bisogna essere concreti, noi possiamo pubblicizzare quanto vogliamo, ma se alla fine non c'è chi si fa il mazzo a faticare in qualche selva o dirupo per più di un mese, adesso saremmo qui a parlare del niente. Opere monumentali al di sopra dei dieci metri, perfette, cilindriche, proprio come piace a noi. Un grandissimo sforzo dei ragazzi di F'nalo che pur essendo in "quattro gatti" sono riusciti a portare a compimento una spettacolare struttura. Un'ennesima prova di forza quella dei "pazzi" di Culiceto, dove dall'alto della "Calamaia" hanno esibito un meraviglioso Nataleccio di 12 metri. E poi che dire dei bagnaioli, dove anche quest'anno hanno dimostrato di voler combattere contro la legge della fisica innalzando un cilindro perfetto di 18 metri. Parlavamo di significati, perché il Nataleccio riesce ad andare oltre la diatriba rionale, riesce a valicare qualsiasi forma di giudizio estetico, ma riesce ad accumulare valore. Un valore umano. Ed è proprio quello che è stato condiviso da tutti i natalecciai, indistintamente di quale fosse il proprio schieramento al ricordo commuovente che gli appartenenti del Bagno hanno voluto rivolgere al proprio compagno, scomparso prematuramente la scorsa Estate, Piero Pancetti.

Non è insolito che il Nataleccio venga intriso di questi contenuti umani, possiamo ricordare quando i culiceti resero onore ad uno dei più grandi natalecciai di sempre, Alessandro Levrini,anche lui scomparso prematuramente. Oppure quando, sempre dall'alto della "Calamaia" fu il nome di Pietro Ferri ad essere ricordato. Insomma il Nataleccio, oltre che accompagnarci in una cultura singolare, in una storia singolare, in uno spettacolo singolare, riesce a inoltrarci nel ricordo di persone che hanno contribuito all'evolversi del nostro Gorfigliano. Una tradizione che dal nostro punto di vista non cesserà mai di vivere, considerando che i "nuovi" giovani coltivino una passione viscerale per questo evento. Ci salutiamo così, fieri di aver assistito ad uno show unico che ci ha accompagnato per più di 40 giorni, ringraziando per davvero chi ci ha resi partecipi di questo straordinario evento: I NATALECCIAI!
F'NALO
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