Quella che riportiamo è una curiosità storica di cui molti di noi, non ne saranno sicuramente a conoscenza. A proporla è Paolo Marzi, appassionato di storia, e sicuramente uno tra i personaggi contemporanei di maggior rilievo nella ricerca storica della Garfagnana.
"A scuola ci hanno sempre insegnato, e così è, che le regioni in Italia sono venti e che i garfagnini appartengono alla Toscana. Ma non è sempre stato così scontato... Anzi... La Garfagnana ha "rischiato" di far parte della ventunesima regione Italiana: l'Emilia Lunense.
Ma andiamo per gradi...Era da poco finita la seconda guerra mondiale e c'era da ricostruire tutto, proprio tutto, non solo cose materiali come case, chiese, scuole ma c'era da rimettere in sesto l'animo degli italiani prostrati da cinque anni di guerra e c'era da rimettere mano anche a tutto quello che riguardava la nuova forma di governo repubblicano, subentrato dopo ottantaquattro anni di monarchia.
Fu indetta, così, l'Assemblea Costituente che si riunì la prima volta a Montecitorio il 25 giugno 1946 il cui compito era quello di scrivere quella che sarebbe stata la nostra Costituzione. Fra le altre cose arrivò poi il momento di affrontare la questione riguardante le regioni, si cercò di formare e di rivedere regioni (già esistenti) che per affinità storiche,culturali, economiche e politiche fossero compatibili e in base a tutto questo fu messa sul tavolo la cosiddetta "Questione Apuana".
Di cosa si trattava? In breve, si voleva creare una regione "Emilia- Lunense" fatta da quei territori e da un certo numero di province tra la pianura Padana e il Mar Tirreno, che comprendevano i territori di Cremona, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e...anche la Garfagnana, cioè, esattamente tutto quell'antico territorio degli Apuo-liguri-padani. La Garfagnana, va ricordato, nel 1946, faceva parte della provincia di Massa Carrara, la quale fino al 1871 aveva fatto parte dell'Emilia,
Uno dei maggiori assertori della "Questione Apuana" fu Giuseppe Micheli senatore parmense (futuro ministro della Marina con il governo De Gasperi) che aveva lanciato l'idea sul suo giornale "La giovane Montagna".
La "Questione" non era una cosa campata per aria. Anzi, aveva radici antichissime: si rifaceva all'espansione romana e alla seconda guerra punica e poi si voleva ricalcare la suddivisione savoiarda che effettivamente vedeva ventun regioni.
La cosa trovò assensi in buona parte della Costituente e così nel luglio del 1946 la Commissione dei 75 propose ben 22 regioni (neanche 21...) fra le quali quelle che tutti sappiamo e in più "la nostra" Emilia Lunense e il Salento (con le province di Lecce, Brindisi e Taranto). La mozione in base all'articolo 123 del Progetto di Costituzione fu approvata in modo provvisorio,il tutto fu demandato alla decisione definitiva al Plenum Costituente che si sarebbe tenuto nel dicembre dello stesso anno.
Si arrivò così al dicembre '46, esattamente il 18 dicembre e si voleva mettere la parola fine alla "Questione Apuana". Fu così che la Seconda Sottocommissione approvò e confermò la proposta fatta a luglio ribadendo di fatto la formazione di 22 regioni cambiando denominazione alla regione da Emilia Lunense ad Emilia Appenninica con capoluogo di regione Parma, con grande disapprovazione dei garfagnini.
Ma come detto la guerra era finita da pochissimo e queste in fin dei conti erano faccende marginali per la gente che doveva pensare a tutt'altro che a temi prettamente burocratici. La partita così sembrava definitivamente chiusa ma con un colpo di scena venne riaperta nel 1947 dall'ormai famosa Commissione dei 75 su proposta di Nilde Iotti che riferiva il parere del segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti il quale chiedeva la sospensione della cosa in attesa di approfonditi studi.
La Commissione si riservò allora di decidere non appena fosse in possesso di ulteriori elementi di giudizio.Dopo una dura crisi di governo (si cominciava subito bene!) si arrivò così all'ordine del giorno del 29 ottobre 1947 che riguardava le nuove regioni dove si ritenne al momento di non avere elementi sufficienti per procedere ad un esatta determinazione delle regioni e ci si riservava ulteriori cinque anni per modificare ancora gli assetti regionali.
I cinque anni passarono e tutto andò nel dimenticatoio e dopo non fu più il caso di fare ulteriori stravolgimenti in un Italia che di cambiamenti ne aveva subiti anche troppi e così una volta per tutte l'articolo 131 della Costituzione sancì definitivamente che le regioni erano 20 e che di conseguenza la nostra Garfagnana sarebbe rimasta Toscana. "
PAOLO MARZI

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