Ecco il testo del piano paesaggistico: a presentarlo e proporlo è Eugenio Tersitti



Quello che riportiamo è il testo dell'ordine del giorno, presentato da Eugenio Tersitti, al consiglio provinciale di giovedì scorso, che come ben sappiamo è stato approvato da tutti i gruppi meno un astenuto.
Il testo proposto da Tersitti, considerando che la Provincia non ha alcuna capacità legislativa sul tema, è un invito alla giunta e al presidente dell'istituzione provinciale ad attivarsi verso la Regione Toscana al fine di evitare l'approvazione definitiva del testo del Piano Paesaggistico così come proposto dall' assessore regionale Marson.
Il consigliere provinciale gorfiglianese, esponendo
, prima al consiglio, ed in seguito in conferenza stampa, l'illustrazione e la presentazione di tale testo, ha rimarcato che le cave e le comunità che vivono di marmo sono tutt'uno con l'ambiente, e che proprio quell'ambiente è così proprio perché gli uomini lo hanno modificato.
Secondo Tersitti, sono proprio gli abitanti delle zone interessate che tutelano l'ambiente, dove il lavoro fino ad oggi, e sopratutto negli ultimi anni, è stato svolto nel massimo rispetto di norme ambientali molto stringenti. 
"Ancora di più -afferma lo stesso consigliere- da quando esiste il Parco delle Alpi Apuane, e qui meriterebbe aprire una vera discussione su quanto sia servito ad uno sviluppo economico del territorio piuttosto che una continua creazione di vincoli e dinieghi in ogni ambito della vita nei nostri territori, sarebbe bello ed interessante capire a quanto ammonta il bilancio del parco (che sono soldi pubblici) e quanto di questo bilancio viene impiegato in stipendi del personale, di dirigenti, in incarichi esterni, e quanto invece è destinato a vere e proprie azioni di sviluppo. Questo è forse il modello che ha in mente la Regione?"
Al consiglio provinciale in questione, partecipato da diverse aziende rilevanti del comprensorio (Coop. Levigliani, Coop. Vagli, Soc. Henraux, amministrazioni comunali coinvolte, associazioni di categoria), Tersitti ha voluto rilevare quanto sia anacronistica, e di fatto sbagliata, una impostazione che vede l'ambiente come una cosa immutabile e non modificabile rappresentando un esempio; dice il consigliere gorfiglianese: "Premesso che tutti conoscono la vallata di Campocatino, e tutti l'apprezzano, con una impostazione ambientalista di questo tipo non sarebbe stato possibile a suo tempo costruirci i famosi Caselli; il prato sarebbe un bosco quasi impenetrabile; non ci sarebbe una strada per arrivarci. Così, come molti altri luoghi altrettanto belli, sono il risultato dell'azione dell'uomo rispettando l'ambiente che lo circonda."
Tersitti continua affermando: "Che le comunità come la mia hanno questa e questa soltanto come risorsa e che lo spopolamento, di fatto già in atto anche grazie ad azioni amministrative sbagliate o inesistenti, sarebbe immediato e definitivo. Che serve e servirebbe, da parte di chi legifera, un elemento semplice, ma determinante, che è la conoscenza di quello di cui si vuol decidere altrimenti ne escono obrobri legislativi come spesso succede, e qui si inserisce l'elemento della rappresentatività; questo è quello che succede quando i centri decisionali sono lontani dai territori, in poche parole a Firenze non sanno, e non vogliono sapere le problematiche di territori marginali quali il nostro; ecco perché la riforma delle province è un errore che noi saremo i primi a pagare: dalla viabilità, all'istruzione, al turismo. Un ente intermedio, tra l'altro proprio quello con costi meno dispendiosi, era una difesa proprio in questo senso, ma il governo, purtroppo del mio partito, ha deciso diversamente; fare una cosa, anche se sbagliata, pur di poter vendere ai media ed ai cittadini che qualche cosa si è fatto."
Giunti a questo punto, la pressione dei comuni, delle aziende, dei lavoratori, delle amministrazioni, verso la Regione, sembra che possa far rientrare, o modificare, quel provvedimento.
Tersitti sempre in occasione del consiglio, ha voluto rendere partecipi altri consiglieri ed il pubblico in considerazione di quanto sia importante e riconosciuta come eccellenza, a livello mondiale, la qualità dei marmi del comprensorio e della loro lavorazione, e di quanto dovrebbe essere fonte di orgoglio per i lucchesi sapere che le più grandi e belle opere architettoniche del mondo siano fatte e progettate nelle provincia di Lucca.
Il consigliere conclude: "Sembra strano doversi battere a questo modo per difendere, pur nel rispetto dell'ambiente, un diritto sacrosanto e garantito dalla Costituzione come il diritto al lavoro, ed anche una storia e una cultura millenaria, ma purtroppo di questi tempi e con questi amministratori è così"


Ecco il testo dell'ordine del giorno presentato da Tersitti.


TERSITTI EUGENIO                                                             LUCCA 14.02.2015 


ORDINE DEL GIORNO URGENTE IN MERITO ALL'APPROVAZIONE DEL PIANO DI INDIRIZZO TERRITORIALE CON VALENZA DI PIANO PAESAGGISTICO.


IL CONSIGLIO PROVINCIALE:
 PRESA VISIONE DELLA DELIBERA REGIONALE E RELATIVI ALLEGATI N° 1121 DEL 04.12.2014 ASSUNTA DALLA GIUNTA DELLA REGIONE TOSCANA ED ESAMINATE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE DELL'AMBITO APUANO IN AREA PARCO E NELLE AREE CONTIGUE.

CONSIDERATO: Che nella nuova formulazione proposta dala Giunta regionale, il Piano Paesaggistico, pur essendo un documento complesso, ambizioso e condivisibile negli obiettivi fondamentali, mantiene e forse amplifica una visione fortemente statica del paesaggio e delle componenti a questo associate dove il paesaggio viene interpretato in chiave meramente conservativa, da cui ne deriva un giudizio generalizzato sulla sua trasformazione come fattore comunque negativo e da combattere.

VALUTANDO: Che i paesaggi in genere ed ancor più quelli dei territori delle alpi Apuane a cui ci si riferisce, sono il risultato delle capacità culturali, creative e lavorative espresse dalle comunità, da generazioni di uomini e donne che hanno saputo modellare il contesto naturale in cui hanno vissuto.
Che il paesaggio è il risultato di processi storici in cui le strutture sociali ed economiche interagiscono con le risorse del territorio, nonché la rappresentazione delle capacità culturali da queste espresse, in sostanza il riferimento ed il portato della loro identità.

CONSIDERATO: Come nell'attuale fase economica, la più difficile dal dopoguerra, il Piano di indirizzo debba essere un importante momento di riflessione e di proposta di metodi e strategie per affrontare e superare la crisi, commisurati alle mutate condizioni, nelle quali i valori ambientali e paesaggistici devono costituire un motore per la qualità dello sviluppo. 
Che la difesa della bellezza del territorio della Toscana, è una delle condizioni necessarie del futuro sviluppo economico e sociale della nostra regione ma che non può rappresentare da sola una  strategia.

CONSIDERATO: Che l'esacavazione del marmo da secoli costituisce il tratto identitario fondante e la risorsa economica principale di questi territori caratterizzandone la cultura e le tradizioni e condizionandone le vicende storiche e lo sviluppo sociale. Che comunità intere si sono riconosciute e si riconoscono nel PAESAGGIO DEL MARMO, nella topografia delle cave e nella figura “mitica” del Cavatore, che quel paesaggio ha modellato con forza ed ingegno durante i secoli. Tanto da saper affascinare letterati, artisti, viaggiatori, suggestionati dalle Apuane, dalla Versilia, dalle cave e dal modo di estrarne il marmo suscitandone centinaia di pagine e altre documentazioni.

CONSIDERATO: Che la lavorazione del Marmo delle Apuane ha generato e soprattutto genera, anche in un momento di crisi economica così profonda, e pur nel rispetto delle normative ambientali già particolarmente stringenti, ricchezza e possibilità di lavoro in zone che altrimenti non avrebbero nessun altro metodo di sostentamento, rallentando uno spopolamento dei territori montani altrimenti irrimediabile le cui conseguenze anche dal punto di vista ambientale ben si conoscono. Nonché una eccellenza di competenze e cultura riconosciuta ed apprezzata a livello mondiale.

CONSIDERATO: Come questo Piano paesaggistico, sottragga di fatto ai comuni la titolarità e la pianificazione all'interno dei Piani attuativi. Esempio lampante è quello relativo ala gestione dei ravaneti di cava, per i quali la norma pone un divieto assoluto che impedirebbe di approfondire valutazioni di dettaglio, modalità di gestione, e potrebbe paradossalmente portare all'impossibilità di realizzare interventi di messa in sicurezza e mitigazione.

CONSIDERATO: Che il Piano irrigidisce anche la normativa dedicata alle cave attive, le quali in caso di variante di carattere sostanziale all'autorizzazione in essere, vengono assoggettate preventivsamente al piano di bacino previsto dall'art 20 del PIT, ne tale obbligo risulta coerente con l'art 113 della legge urbanistica Regionale n° 65/2014, che limita la previsione dei piani di bacino alle ipotesi di nuove attività estrattive e riattivazione di cave dismesse.

CONSIDERATO: Che il deliberato della giunta, considerando alla stessa stregua le “nuove cave” e gli ampliamenti delle cave esistenti manifesta una volontà di “blindare” dal livello regionale il tema delle cave dismesse da più di venti anni, impedendone sia ogni possibilità di ripristino con interventi di asportazione dei residui di materiale inerte che negando ogni futura possibilità di attingere a risorse che potrebbero tornare ad essere strategiche.

CONSIDERATO: Che  l'irrigidimento delle prescrizioni contenute nelle Schede di Ambito, negli Abachi, nella disciplina di Piano e nella disciplina dei Beni Paesaggistici sottrae dai Piani attuativi comunali tutti gli aspetti e tutte le conoscenze necessarie a produrre una pianificazione capace di una concertazione volta al bene del territorio e delle comunità.

CONSIDERATO: Che dopo l'apertura di una propositiva discuussione con i territori, promossa e sostenuta dal Presidente Rossi nella primavera 2014, a seguito dell'adozione del Piano paesaggistico da parte del Consiglio regionale (luglio 2014), i contatti del'assessorato Regionalecompetente con i territori sono stati pressochè nulli e di conseguenza anche il livello di collaborazione e condivisione si è totalmente perduto nella fase decisiva della riscrittura della delibera regionale e degli Allegati ed Elaborati che sono stati modificati in modo sostanziale e decisivo rispetto all'adozione effettuata dal Consiglio Regionale.

CONSIDERATO: Che come ed ancora di più che in altri settori, la coltivazione delle cave presuppone ingenti investimenti e di conseguenza la possibilità ed il supporto di una visione e legislazione quantomeno di medio periodo e non punitiva, al fine di ottimizzare e rendere remunerativi tali investimenti ed una corretta ed oculata lavorazione nel tempo. 

CONSIDERATI: Gli investimenti che i vari enti pubblici, Regione Toscana in testa, hanno nel corso degli ultimi anni messo in atto per promuovere ed incentivare la lavorazione del marmo (solo per citarne alcuni:Ristrutturazione polo Fiera di Carrara, Incubatore di impresa a Minucciano, Integrazione trasporto gomma rotaia con lo Scalo merci di Minucciano con un impegno economico notevole anche da parte di questa Provincia) i quali verrebbero pressochè vanificati denunciando una grave ed incomprensibile carenza di strategia programmatica e visione economica di insieme. 

IL CONSIGLIO PROVINCIALE CHIEDE:
Al Presidente della Provincia di Lucca ed alla Giunta, di attivarsi verso il Consiglio Regionale della Toscana affinchè nelle commissioni competenti e nel dibattito consiliare si proceda ad una revisione del testo proposto dalla Delibera GRT 1121/2014, delle Schede di Ambito, degli Abachi, della Disciplina dei Piano, della Disciplina dei Beni Paesaggistici e degli allegati, al fine di consentire la prosecuzione delle attività estrattive nelle aree Contigue del Parco delle Alpi Apuane secondo i criteri di sostenibilità, rispetto del paesaggio e dell'ambiente e nell'ambito di un sistema produttivo orientato alla filiera locale e sulla creazione di valore aggiunto mediante trasformazione di marmi di alta qualità in prodotti del manifatturiero di pregio italiano, 

                                                                                                
                                                                                                   TERSITTI EUGENIO 

Nessun commento:

Posta un commento