Gorfigliano, una cultura a se'!

Foto di Carlo Orsi


Come anticipato nella descrizione di questo Blog, Gorfigliano è una cultura a sé, diversa da qualsiasi altro luogo, da qualsiasi altra comunità. Quando si entra dal "Gioeitto" (Giovetto) da Sud,  provenendo da Vagli, o dalla "Fourcola" (Forcola) da Nord, oltrepassando il paese di Gramolazzo, si ha da subito la sensazione di entrare in un mondo nuovo, unico, caloroso. Un luogo dove imprecazioni che in altre realtà risulterebbero offensive, becere, volgari, iettatrici, qui a Gorfigliano no! A Gorfigliano  hanno tutt'altra intenzione! Sono modi per salutarsi, sono complimenti, sono intercalari per dire tutto.
E allora è così, come scrive Graziella Ferri nel gruppo Facebook:
"Tu sè d' Gurfigh'jan sè ... tu crpasso coumo na bodda; tu scoppiasso coumo na mina, t'  s' ccasso la boucca; tu t' troncasso l'osso d'l coio!!!"
Che tradotto suonerebbe così:
"Sei di Gorfigliano se... tu morissi come una rana; tu esplodessi come una mina; ti essiccasse la bocca; ti si spezzasse l'osso del collo!!! "

E qui puntualmente spuntano i commenti. Dice Maria Grazia Pancetti:
" E po' c'enno la malatia, ma queia nou no la mandiàn! "
Traduzione: "E poi ci sarebbero le malattie, ma quelle noi non le auguriamo!"

Risponde Graziella Ferri: "No, queia no s' possno mandà prché l' npregaziouna l'enno coumo la foggh'ja, chi la manda la raccoggh'ja!"
Traduzione: "No, quelle non si possono augurare, perché le imprecazioni sono come le foglie, chi le manda le raccoglie!"

Ferruccio Canini dice sempre nei commenti, e questa volta in italiano: "Quello che hai scritto mi piace... I "complimenti" che la gente fa a Gorfigliano quando ti incontrano mi piacciono... Un gorfiglianese DOC riesce a trovare anche in questi una profonda umanità, una sincera dimostrazione d'affetto..."

Conclude nuovamente Maria Grazia Pancetti: " Una d' la megh'jo cosa a Gurfigh'jan, gh'jè che un no s' senta mai soulo, tanto n' tl ben che n' tl malo!"
In italiano: " Una delle meglio cose di Gorfigliano è che non ci si sente mai soli, sia nel bene che nel male!"

Ed infatti Ferruccio Canini, volendo sottolineare questo nostro modo di dimostrare affetto, dice:
" Tu sè d' Gurfigh'jan se... quando tu n' countri un vecchio amico che no tu ueidi da un b'l po', tu gh'j dici: brutt mostro, t'unisso un colera! Di setù stato n' tutt quisto tempo?"
" Sei di Gorfigliano se.. quando incontri nuovamente un tuo vecchio amico che non vedevi da molto tempo, gli dici: brutto mostro, ti colpisse il colera! Dove sei stato in tutto questo tempo?"

A questo punto è chiaro, e se non lo fosse, si potrebbero fare ancora molti esempi di come, per manifestare affetto, in un paese unico come Gorfigliano, si possa tranquillamente imprecare. Tutto ciò può manifestare, come, oltrepassati i confini sopra detti, ci si possa immergere in una realtà unica nel suo genere, unica nella sua semplicità, unica nella sua solidarietà,; unica nel suo dialetto, unica nel suo modo di pensare, unica perché è quella di Gorfigliano!
Dimenticavamo, stavamo per compiere un errore grossolano, perché è inutile descrivere il nostro paese come un luogo meraviglioso, protetto, unico, se non ne diamo prova. Quale testimonianza può essere più attendibile di uno scatto fotografico fatto da Carlo Orsi?
  Il Pisanino svetta alto a protezione del popolo gorfiglianese.
E a questo punto siamo riusciti a farvi notare quanto sia realmente "irreale" vivere in un paese con le caratteristiche di Gorfigliano. Irreale perché la sua natura sembra uscire da un dipinto; perché i modi di fare sono assolutamente unici e contrari alle altre realtà.

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